Incontrare l’interezza della vita con la mindfulness

 

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La pratica della mindfulness fa che possiamo incontrare l’interezza della vita con un atteggiamento consapevole momento per momento.

Se pratichiamo con regolarità, le pratiche di mindfulness, la consapevolezza entrerà in tutte le situazioni della nostra vita e la mente diventerà più calma e meno reattiva.

Mano a mano che l’esperienza della consapevolezza in ogni momento diventa più familiare ci accorgiamo che è piacevole essere nel momento presente ed in tutto quello che facciamo anche se sbrighiamo faccende quotidiane do solo o con altri.

Un “fare” con tutto noi stessi diventa un “non-fare”, sembra anche più significativo e richiede meno sforzo.

Essere totalmente presente in qualunque attività della vita quotidiana può diventare un esperienza di calma e di attenzione, oltre che un compito che è necessario svolgere.

Cosi le attività quotidiana risultano più piacevoli e offrano intuizioni illuminanti su di noi e sulla nostra vita.

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Mindfulness – MBSR (Roma) in 2018

Incontro di presentazione (gratuito)
– mercoledi 24 gennaio 2018 dalle 19.30 alle 20.30
oppure
– mercoledi 31 gennaio 2018 dalle 19.30 alle 20.30
Il numero di posti è limitato, per participare è necessaria l’iscrizione via email

Partenza Corso Mindfulness MBSR per la riduzione dello stress
CALENDARIO corso mindfulness – MBSR / Roma (in italiano)
AGENDA cycle de pleine conscience – MBSR / Rome (en français)

Info, costi e iscrizioni:
Sophie cell. 3480301823
mindfulnesspertutti@gmail.com

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Sede: Officine Zen – Piazza Bologna – Roma

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Mindfulness: ascoltare il silenzio

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Sii presente. Sii qui.
Senti i tuoi piedi sul terreno,
la tua pancia che si alza e si abbassa.
Sii aperto e ricettivo
Alla vita intorno a te.
Il suono, l’odore, i sapori.
Sentimenti che si sollevano inaspettatamente.
Un fremito nella pancia.
Una contrazione nella gola.
Pesantezza sulla testa.
Una vecchia tristezza che ci viene a far visita.
Sii curioso quando il momento danza.

Ascolta. Ascolta con tutto il tuo corpo.
Ascoltati. Ascolta gli altri.
Ascolta il silenzio fra le parole.
Lascia che il silenzio rimanga più a lungo.
Non c’è fretta. Non c’è nessun “miglior” momento a cui tendere.
Il silenzio non ha sempre bisogno di essere riempito.
Sii nudo. Più lento.
Sappi un pochino meno di ciò che stai per dire.
Sii meno preparato, più incasinato,
più incline ad esporre il tuo cuore vulnerabile.
Sii sorpreso della tua stessa risposta.
Non ottundere te stesso con le solite vecchie storie.
Combatti per i tuoi bisogni. E’ giusto. Tu sei contenuto.
Lascia le tue parole emergere dal silenzio e ritornarvi.

Nota se stai parlando solo per evitare il silenzio.
Nota se rigurgiti storie che ti sono state raccontate prima.
Nota se stai cercando di fare colpo o vincere amore.
O evitare di essere visto per ciò che davvero sei.

Amico è nel silenzio che davvero ci incontriamo.
Il vero intendimento è oltre la mente.
L’amore è senza parole; e non ha più bisogno di parlare.
Ascolta il silenzio; è vulcanico.

– Jeff Foster –

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Fermiamoci per ascoltare il silenzio ed incontraci.
Prendiamo un tempo d’ascolto e di cura di noi stessi.

Durante il corso di mindfulness – MBSR, ci mettiamo in sintonia con le esperienze della vita e l’ascolto del nostro corpo, delle nostre sensazioni e dei nostri pensieri.

mindfulnesspertutti vi invita a partecipare alla prossima edizione 2018
del corso di mindfulness – MBSR (Mindfulness Based Stress Reduction)

CORSO MINDFULNESS – MBSR (ROMA)
Febbraio – Marzo 2018
In partenza il 7 febbraio 2018

Il corso si articola in 8 incontri una volta a settimana (mercoledi) della durata di circa 2 ore (dalle 19.30 alle 21.30)
+ 1 giornata di pratica intensiva (sabato dalle 10.00 alle 17.00)

CALENDARIO degli 8 incontri di pratica di mindfulness

INCONTRO DI PRESENTAZIONE (gratuito)
Vuoi capire cosa è la mindfulness? Vuoi sapere i benefici della mindfulness?

mindfulnesspertutti
 vi aspetta in centro a Roma alla serata di presentazione del corso di mindfulness

Mercoledi 24 gennaio 2018 dalle 19.30 alle 21.00
oppure
Mercoledi 31 gennaio 2018 dalle 19.30 alle 21.00

Iscrizione obbligatoria per partecipare incontro presentazione mindfulness – MBSR
via mail mindfulnesspertutti@gmail.com

Maggiori info, costi e iscrizioni:
Sophie cell. 3480301823
mindfulnesspertutti@gmail.com

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Sede: Officine Zen – Piazza Bologna – Roma

 

 

 

Rispondere allo stress con la mindfulness

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Esiste una vasta gamma di fattori di stress alle quali siamo esposti nella nostra vita, questi vengono percepito consapevolmente o no. Di fronte a queste « minaccie » attiviamo una serie di reazioni d’allarme, generalmente automatiche, finalizzate a ridurre il grado d’incertezza e di rischio che avvertiamo nella realtà che stiamo vivendo in quel momento.

In un modo o nell’altro siamo continuamente sottoposti ai pressioni che sperimentiamo nella vita. I nostri tentativi di gestire i cambiamenti e affrontare le sfide, piccole o grande possono diventare un fattore di squilibrio se sono inadeguati e impulsivi.

Le reazioni automatiche attivate senza consapevolezza possono comportare uno stress esacerbato. Ogni volta che reagiamo in maniera non salutare, senza consapevolezza con dei modelli di comportamento in cui siamo, sprechiamo le nostre capacità per ritrovare il benessere.

Se riusciamo ad imparare a considerare il cambiamento come parte integrante della vita e non come una minaccia al nostre benessere, ci troviamo in una posizione migliore per fronteggiare lo stress.

Nell’ambito del programma di mindfulness per la riduzione dello stress – MBSR si sviluppa la capacità di individuare, gestire e affrontare gli eventi stressanti.

Si crea una spazio di consapevolezza da dove è possibile accettare il cambiamento ed entrare in contatto con i pensieri, le emozioni e le sensazioni legate a l’esperienza e scegliere d’interrompere gli automatismi non salutari prima di generare dei circoli viziosi e stati di ruminazione mentale.

Progressivamente si sviluppa una qualità, stabilità, affidabilità e capacità con la consapevolezza di liberarci dalla nostra abitudine di fonte allo stress. Abbiamo una maggiore competenza nel prendersi cura di noi.

Durante un percorso di mindfulness per la riduzione dello stress si sviluppa una attenzione vera e propria, un discernimento e una visione chiara per arrivare a fronteggiare lo stress scegliendo una risposta allineate alle nostre reali esigenze.

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OTTOBRE – NOVEMBRE 2017

CORSO MINDFULNESS PER LA RIDUZIONE DELLO STRESS – MBSR (ROMA)

ULTIMI POSTI! In partenza il mercoledi 4 ottobre 2017.

CALENDARIO degli 8 incontri di pratica di mindfulness + giornata di pratica intensiva

Maggiori info, costi e iscrizioni:
Sophie cell. 3480301823
mindfulnesspertutti@gmail.com

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Sede: Officine Zen – Piazza Bologna – Roma

 

Mindfulness: un invito a scoprire chi sei e tornare a casa

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Hai mai fatto l’esperienza di fermarti del tutto,
di essere così totalmente nel tuo corpo,
di essere così totalmente nella tua vita
che quel che già sapevi e quello che non sai,
e quel ch’è stato e quel che ancora dev’essere,
e le cose come stanno proprio ora non ti danno neanche un filo d’ansia o disaccordo?
Sarebbe un momento di presenza totale,
al di là della lotta, al di là della mera accettazione,
al di là della voglia di scappare o sistemar le cose o tuffarcisi dentro a testa bassa:
un momento di puro essere, fuori dal tempo,
un momento di pura vista, pura percezione,
un momento nel quale la vita si limita a essere,
e quell’ “essere” ti prende, ti afferra con tutti i sensi,
tutti i ricordi, fin dentro i geni,
in ciò che più ami,
e ti dice: benvenuto a casa!

( Jon Kabat-Zinn)

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Desiderate scoprire chi siete, tornare a casa e riprendere in mano il proprio vivere?

CORSO MINDFULNESS – MBSR per la riduzione dello stress

Inizia il 17 Maggio 2017 / ultimi posti !

Il corso per la riduzione dello stress secondo il protocollo MBSR (Mindfulness Based Stress Reduction) è basato su un programma scientifico sviluppato dal prof. Jon Kabat-Zinn dell’Università del Massachusetts (U.S.A).

La ricerca in campo medico e neuro-scientifico dimostra che la mindfulness è uno strumento efficace per ridurre il livello generale di stress e ha effetti positivi fisici, psicologici e cognitivi sulla regolazione emotiva, l’ansia e il pensiero ossessivo.

Inizio corso
Mercoledi 17 maggio 2017 alle 19.30

Calendario

Sede
Officine Zen – via catanzaro 17 – Roma – Piazza Bologna

Iscrizioni & Informazioni
La partecipazione al gruppo verrà fatta a seguito di un colloquio individuale
Sophie Cell. 3480301823 / Gloria Cell.3385494093
mindfulnesspertutti@gmail.com
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Mindfulness: per liberarti dalla tirannia dei tuoi pensieri guardarli per quello che sono

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Può essere più denaro, più potere, più riconoscimento, più amore: qualsiasi sia la natura dell’attrazione, significa che a livello profondo non ti senti intero così come sei.

Poi c’è la motivazione opposta, il complesso di pensieri ed emozioni legati al volere che certe cose non succedano, al volere liberarti di certe cose che ti sembra che ti impediscano di stare meglio, di essere più felice. L ‘impulso che anima questi pensieri e sentimenti è repulsione, rifiuto, odio.

La pratica della consapevolezza dei nostri pensieri e del nostro comportamento ci permette di notare quanto facciamo e restiamo prigionieri di queste due motivazioni opposte, di ciò che ci piace e che vogliamo (avidità) e di ciò che non ci ci piace e non vogliamo (avversione), al punto che tutta la nostra vita diventa un’oscillazione tra il tentativo di soddisfare i nostri desideri e quello di sfuggire alle cose per cui proviamo insoddisfazione.

Questo cammino consente ben pochi momenti di pace e felicità. Come potrebbe essere diversamente? C’è sempre una ragione di ansia. Puoi non ottenere quello che desideri. Oppure, in qualsiasi momento, puoi perdere quello che hai già. O magari puoi ottenere quello che vuoi e scoprire che dopo tutto, non era ciò che volevi veramente. Continui a sentirti incompleto.

Se non sei consapevole dell’attività della tua mente, non noti nemmeno che questo accade. Un velo di inconsapevolezza, un’antica abitudine a funzionare col pilota automatico’ continua a farti rimbalzare da una cosa all’altra, per lo più sentendoti in balia delle situazioni.

La ragione di fondo è il fatto che sei convinto che la tua felicità dipenda essenzialmente dall’ottenere quello che desideri.

Questo processo consuma molta della nostra energia e ci impedisce di renderci conto che è possibile trovare un centro di armonia in noi stessi, anche in mezzo all’intera catastrofe dei nostri timori e della nostra ansia.

Che tu soffra di ansia o meno, il solo modo per liberarti dalla tirannia dei tuoi pensieri è guardarli per quello che sono e cogliere i semi, a volte sottili, ma spesso neppure tanto sottili, di avversione o di desiderio che contengono.

Quando riuscirai a distaccarti e a vedere che tu non sei né i tuoi pensieri né le tue emozioni, che non sei distretto a crederci e tanto meno ad agire di conseguenza, quando riuscirai a vedere chiaramente che molti dei tuoi pensieri sono fantasie piene di giudizi e di avidità, avrai trovato la chiave per capire le tue paure e la tua ansia.

Nello stesso tempo avrai trovato la chiave per mantenere l’equilibrio. Paura, panico e ansia non saranno più, allora, dei demoni incontrollabili. Li vedrai invece come stati mentali naturali, che puoi accettare e con cui puoi lavorare come con qualsiasi altro stato mentale.

A quel punto ti accorgerai con meraviglia che i demoni non ti perseguivano più tanto. Magari non si fanno più vedere per lunghi periodi. Ti chiederai dove siano finiti e perfino se siano mai esistiti. Di quando in quando vedrai ancora, levarsi un po’ di fumo, tanto per ricordarti che il drago è ancora nella tana e che la paura è una componente naturale del vivere, ma non una cosa da temere.

(Jon Kabat – Zinn)

La mindfulness per accompagnare la crescita dei bambini

 

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Negli ultimi decenni si sono incrementati vari adattamenti dell’applicazione della mindfulness, tra cui quelli orientati ad applicarla in maniera efficace verso il mondo dell’infanzia; le sperimentazioni attuate, le esperienze fatte ed i dati raccolti suggeriscono come i bambini possano beneficiare di un programma di riduzione dello stress basato sulla mindfulness, determinando consistenti miglioramenti nella vita scolastica e familiare.

Mindfulness, o consapevolezza è la naturale capacità che tutti noi possediamo nell’essere presenti intenzionalmente ed in modo non giudicante all’esperienza del vivere, momento dopo momento.

Vivere nel momento presente, nel qui ed ora, senza giudicare o rifiutare ciò che si prova e senza lasciarsi trascinare dalle pressioni della vita quotidiana attraverso un atteggiamento di benevola apertura.

L’EDUCAZIONE ALLA CONSAPEVOLEZZA

Come negli adulti, anche nei bambini la mindfulness, ha l’obiettivo di aumentare la consapevolezza di quello che accade intorno a noi e nella nostra mente.

Padroneggiare i propri pensieri ed emozioni attraverso una miglior comprensione ed accettazione di sé sono tra i benefici che i bambini possono trarre dallo sviluppo di un maggiore senso di consapevolezza.

La pratica di consapevolezza o presenza mentale consente ai bambini di coltivare la  consapevolezza dei pensieri, delle emozioni e delle sensazioni, essere meno reattivi ed elaborare risposte consapevoli, esprimere le proprie emozioni in modo più funzionale e gestire meglio le difficoltà del quotidiano e le frustrazioni che ne possono derivare. I bambini possono apprendere una modalità semplice per calmare se stessi quando sono in difficoltà o quando ne sentono il bisogno.

La necessità di sostenere e coltivare competenze sociali ed emotive nei bambini è oramai sempre più preponderante da parte degli insegnanti, dei genitori ed in generale della comunità scolastica.

Negli ultimi anni si è assistito ad una maggiore attenzione alla promozione di competenze sociali ed emotive per affrontare problemi quali la scarsa motivazione allo studio, la dispersione scolastica, il bullismo e il dilagare di aggressività presente nelle scuole, etc.

Promuovere la mindfulness in campo educativo, vuol dire rendere la pratica della consapevolezza e, quindi, il programma di consapevolezza per la riduzione dello stress uno strumento educativo a supporto del processo di apprendimento degli alunni e alla formazione della loro personalità.

Gli interventi educativi basati sulla consapevolezza promuovono il benessere generale e le competenze prosociali e pertanto assumono una importante valenza formativa e preventiva..

COSA DICE LA RICERCA SCIENTIFICA

Esistono diversi studi su protocolli di mindfulness proposti in età evolutiva, in cui si evidenzia l’incremento delle capacità attentive e di apprendimento, delle funzioni esecutive, del senso di benessere e delle abilità sociali. La maggior parte degli attuali supporti teorici ed empirici della letteratura dimostrano che i bambini con competenze sociali ed emotive positive hanno una maggiore resilienza di fronte a situazioni di stress (Durlak et al, 2011; Luthar & Brown, 2007).

Flook (2010) ha documentato come bambini con difficoltà nelle funzioni esecutive abbiano tratto benefici nelle capacità metacognitive e di regolazione comportamentale dopo aver seguito un programma scolastico basato su pratiche di mindfulness.

Le funzioni esecutive, ovvero le capacità cognitive di organizzare e regolare il comportamento (abilità di organizzare compiti, gestire il tempo, stabilire priorità e prendere decisioni) sono predittori di comportamento altruistico, di un maggior rendimento scolastico e maggiori competenze socio-emotive. Un modo per sostenere lo sviluppo delle funzioni esecutive e dell’autoregolamentazione durante l’infanzia è praticando la consapevolezza, intesa come capacità di concentrarsi su pensieri, sentimenti o percezioni che si presentano momento per momento.

Tra le ricerche che hanno indagato gli effetti derivanti dall’ insegnamento di pratiche di mindfulness sul benessere di bambini in età scolare uno studio condotto presso l’University of British Columbia dalla fondazione Goldi Hawn ha indagato l’effetto del programma “MindUp” che promuove l’apprendimento sociale-emotivo con esercizi di gentilezza e consapevolezza.

Dallo studio emerse che i bambini che avevano preso parte al programma erano maggiormente capaci di mettere in atto strategie di regolazione dello stress ed inoltre si mostravano più ottimisti e collaborativi rispetto al gruppo di controllo che non aveva previsto nel suo programma la mindfulness, inoltre miglioravano anche le prestazioni scolastiche in particolar modo in matematica.

Uno studio condotto da Saltzman (2008) su bambini dai 9 ai 13 anni ai quali è stato proposto per 8 settimane consecutive un programma di mindfulness di un’ora, ha dimostrato anch’esso miglioramenti nell’attenzione e diminuzione degli stati ansiosi.

In sintesi da ciò che emerso in questi anni di studi e ricerche i bambini consapevoli:

  • sono più in grado di focalizzare l’attenzione e concentrarsi
  • si sentono più calmi
  • provano meno stress e meno ansia
  • controllano meglio gli impulsi
  • hanno maggiore consapevolezza di se stessi
  • sono in grado di rispondere e gestire le emozioni difficili
  • sono più empatici e collaborativi verso gli altri


ESERCIZI DI MINDFULNESS

La mindfulness può essere insegnata, con opportuni accorgimenti, a soggetti in età evolutiva a partire dai 5 anni. Il programma prevede 8 incontri settimanali della durata di un’ora ciascuno.

Durante un corso di mindfulness si eseguono pratiche di meditazione e di condivisione, durante gli incontri si alternano esercizi per lo sviluppo della consapevolezza del respiro, dei sensi, delle emozioni, dei pensieri, esercizi di mindful yoga, giochi finalizzati alla promozione della gentilezza e della gratitudine, visualizzazioni e infine momenti grafico-espressivi.

MINDFULNESS…un percorso per coltivare la consapevolezza insieme ai nostri bambini per aiutarli a costruire una personalità equilibrata ed emotivamente stabile in sintonia con il proprio spazio interiore ed in armoniosa connessione con il mondo.

 

Che cosa è la pratica meditativa

CORSO MINDFULNESS ROMA

“La pratica è molto semplice. Ciò non significa che non sconvolgerà la nostra vita.[…]

Sedere è essenzialmente uno spazio semplificato. La vita quotidiana è un’incessante muoversi: cose da fare, gente con cui parlare, situazioni che si succedono.

In mezzo a tutto ciò è difficile percepire ciò che siamo. Il nostro interesse per la realtà è straordinariamente scarso. …

Preferiamo pensare. Vogliamo ritornare alle nostre amate preoccupazioni, vogliamo capire la vita. Così, prima di accorgercene, abbiamo dimenticato del tutto il momento presente e siamo trasvolati a un pensiero qualunque: il ragazzo, la ragazza, il lavoro, la moglie, il marito, la vacanza… siamo partiti!

Non c’è niente di male nelle fantasticherie, salvo il fatto che, perdendoci dentro, abbiamo perso qualcos’altro. Quando ci perdiamo nei pensieri e nelle fantasie, abbiamo perso la realtà.

La vita ci è sfuggita. ….

Per i principianti è fondamentale rendersi conto che soltanto stare seduti su un cuscino per un quarto d’ora è una vittoria. Sedere con compostezza, stare lì e basta, è ottimo.

Se non sappiamo nuotare e abbiamo paura dell’acqua, la prima vittoria sta nell’entrare in acqua. La seconda, mettere la testa sott’acqua. Se siamo abili nuotatori, la sfida potrebbe essere rappresentata da una certa angolazione della mano dando una bracciata. Non che un nuotatore sia migliore e l’altro peggiore, entrambi sono perfetti per il rispettivo livello. La pratica, qualunque sia il livello, consiste nell’essere ciò che siamo in quel preciso momento. Non si tratta di essere buoni o cattivi, migliori o peggiori.

Molti mi dicono: ” Questo non lo capisco “. Anche questo è perfetto. La capacità di comprensione si sviluppa con gli anni, ma ogni momento siamo perfetti se siamo quello che siamo.

Iniziamo a imparare che nella vita c’è un’unica cosa a cui affidarsi.

Quale? C’è chi pensa: ” Il mio compagno, la mia compagna “. Per quanto possiamo amare nostro marito o nostra moglie, non possiamo dare loro totale fiducia, in quanto tutti, noi compresi, sono più o meno inaffidabili. Per quanto ci piaccia e l’amiamo, nessuna persona ci può dare completo affidamento. Allora, a cosa affidarsi?

Se non a una persona, a cosa? Una volta mi venne risposto: ” A me stesso “. Potete fare completamente affidamento su voi stessi? La fiducia in se stessi è buona, ma inevitabilmente limitata.

Eppure c’è una cosa assolutamente degna di fiducia: la vita così com’è”.

TRATTO DA “Zen quotidiano” di Joko Beck

Non attaccarsi a nulla

« Non attaccarsi a nulla considerandolo « io », « me » o « mio ».
(Buddha)

È benefico e liberatorio permetterci di riconoscere quanto sia impersonale, in realtà, il processo della vita e con quanta prontezza invece noi tendiamo a reificarla, a farne una questione personale in termini assoluti, e poi a restare bloccati all’interno dei confini ristretti che ci siamo creati da soli. […] Dobbiamo stare attenti soprattutto alla relazione che intratteniamo con i pronomi personali, altrimenti sarà automatico prendere le questioni sul piano personale quando non lo sono affatto, e in questo modo mancare o fraintendere ciò che è nella realtà.

A prima vista è un messaggio duro da accettare perché ci porta dritti a mettere in discussione tutto ciò che pensiamo di essere, che in gran parte sembra provenire dagli elementi con cui ci identifichiamo: corpo, pensieri, sensazioni, sentimenti, relazioni, valori, lavoro, aspettative su quello che « dovrebbe » succedere e su come le cose « dovrebbero » funzionare per noi perché siamo felici; le nostre storie su da dove veniamo, dove stiamo andando, chi siamo.

A impedirci di vivere pienamente la vita è proprio l’attaccamento all’idea che abbiamo di noi stessi.

Questo solleva immediatamente la questione dell’identificazione, dell’autoidentificazione e della nostra abitudine a reificare, ossia rendere concreto, il pronome personale facendone un « sé » assoluto e indiscusso, e poi di vivere all’interno di quella che chiamiamo « la mia storia » per tutt’una vita senza esaminarne l’accuratezza o la completezza.

Nel buddhismo questa reificazione è considerata la radice di ogni sofferenza e di ogni emozione afflittiva, un’identificazione erronea della totalità del proprio essere con la biografia limitata che attribuiamo al pronome personale.

Questa identificazione si verifica senza che ce ne rendiamo conto e senza che ne mettiamo in discussione la precisione.

Con la pratica della Mindfulness imparariamo a vederla, però, e a vedere dietro di essa la verità più profonda, la saggezza più grande che abbiamo a disposizione in ogni momento.

(Jon Kabat-Zinn, Riprendere i sensi, TEA, 2008.)

 

 

Cambiare me stesso

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Ieri ero intelligente e volevo cambiare il mondo. Oggi sono saggio e sto cambiando me stesso. (Rumi)

Oggi le persone sentono costantemente l’esigenza di essere connesse su molti canali contemporaneamente (cellulare, mail, chat, social network) vivendo una realtà sempre più virtuale.

Ciò comporta un allontanamento dal proprio “essere”, per un mondo virtuale che porta a non comprendere pienamente ciò che si è veramente.

Con la pratica della mindfulness si riesce ad invertire questo processo: si va alla ricerca di sé stessi, riuscendo a far luce sui diversi aspetti della nostra personalità.

Più sviluppiamo la nostra consapevolezza e abbiamo un altro livello di coscienza e meno ci identifichiamo con “l’essere virtuale”.

 

 

La mindfulness e l’apertura al presente

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La Mindfulness è la consapevolezza che emerge attraverso il prestare attenzione allo svolgersi dell’esperienza, momento per momento, con intenzione ed in modo non giudicante.

L’espressione Mindfulness originariamente vorrebbe ricordare il termine pali sati, un vocabolo dal complesso significato e difficilmente traducibile. Infatti questa parola è spesso tradotta con “consapevolezza”, ma significa anche “ricordo”.  In particolare è un termine usato per indicare la memoria del presente e la presenza mentale, ed è una facoltà che coltivata permette il raggiungimento di un equilibrio emozionale e di un benessere psicologico duraturo.

Al di là delle speculazioni semantiche, possiamo sicuramente riportare la mindfulness ad una modalità d’essere o ad una attitudine naturale di presenza mentale e consapevolezza che necessita di essere risvegliata attraverso la pratica meditativa dello stare nel qui ed ora, momento dopo momento, e dell’essere presenti in armonia con la propria natura più profonda (Kabat-Zinn, 1994).

Ma cosa significa essere dotati di “presenza mentale”? Si tratta di “vivere il momento”, osservando ogni esperienza in modo attivo e rimanendo presenti e consapevoli, momento per momento. Se riusciamo a fare questo stiamo praticando la mindfulness.

Tornando al significato del termine sati, l’idea di ricordare, a cosa può servirci? In base a quanto detto fin ora, ci indica la nostra naturale capacità di essere consapevoli e quindi del potenziale che abbiamo dentro di noi, si tratta solo di richiamare questa naturale capacità di stare nel presente.

La presenza mentale ci aiuta a riconoscere ciò che sta accadendo nel momento presente. Stare intenzionalmente nel momento presente vuol dire darsi l’opportunità di sintonizzarsi sull’esperienza del vivere.

Come sottolinea il maestro Zen Thich Nhat Hanh quando guardi un meraviglioso tramonto se sei consapevole puoi entrare in contatto profondo con quel tramonto se invece la tua mente non è concentrata, ma è distratta da altre cose, se sei trascinato nel passato o nel futuro o immerso nei tuoi progetti, non sei davvero lì presente e non puoi godere della bellezza di quel tramonto.

La consapevolezza è questo, ci permette di essere del tutto presenti qui ed ora mettendoci in grado di godere delle meraviglie della vita che hanno il potere di guarirci, trasformarci e nutrirci.

Noi spesso spendiamo buona parte del nostro tempo a pensare a ciò che accade intorno a noi, rimuginare su fatti accaduti nel passato o confabulare su cosa potrebbe accadere nel futuro. In realtà solo il presente ci appartiene, il passato è andato quale che sia, quindi non esiste se non nei nostri ricordi; il futuro deve ancora accadere per cui anche esso non esiste se non nella nostra immaginazione, ciò che esiste è solo il presente il qui ed ora e non si ripeterà mai uguale ed identico.

Molte tradizioni filosofiche e religiose insegnano che la felicità deve fondarsi sul vivere il momento presente e noi con la mindfulness ci alleniamo a stare nel qui ed ora ed a resistere al vagare della mente che ci porta altrove.

Diventando più consapevoli di quello che c’è nelle nostre menti, nel nostro corpo, nel nostro cuore e nella nostra vita in questo momento, la nostra esperienza viene trasformata e con un’ attenzione così nuova ed amorevole scopriamo dimensioni della nostra vita finora ignorate.

Si tratta di fare un salto dentro noi stessi per vivere più intensamente il presente e cominciare finalmente ad “essere” .