Trovare un centro di armonia in noi stessi in mezzo ai nostri timori e la nostra ansia.

 

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Può essere più denaro, più potere, più riconoscimento, più amore: qualsiasi sia la natura dell’attrazione, significa che a livello profondo non ti senti intero così come sei.

Poi c’è la motivazione opposta, il complesso di pensieri ed emozioni legati al volere che certe cose non succedano, al volere liberarti di certe cose che ti sembra che ti impediscano di stare meglio, di essere più felice. L’impulso che anima questi pensieri e sentimenti è repulsione, rifiuto, odio.

La pratica della consapevolezza dei nostri pensieri e del nostro comportamento ci permette di notare quanto facciamo e restiamo prigionieri di queste due motivazioni opposte, di ciò che ci piace e che vogliamo (avidità) e di ciò che non ci ci piace e non vogliamo (avversione), al punto che tutta la nostra vita diventa un’oscillazione tra il tentativo di soddisfare i nostri desideri e quello di sfuggire alle cose per cui proviamo insoddisfazione.

Questo cammino consente pochi momenti di pace e felicità. Come potrebbe essere diversamente? C’è sempre una ragione di ansia. Puoi non ottenere quello che desideri. Oppure, in qualsiasi momento, puoi perdere quello che hai già o magari puoi ottenere quello che vuoi e scoprire che dopo tutto, non era ciò che volevi veramente. Continui a sentirti incompleto.

Se non sei consapevole dell’attività della tua mente, non noti nemmeno che questo accade.

Un velo di inconsapevolezza, un’antica abitudine a funzionare col pilota automatico continua a farti rimbalzare da una cosa all’altra, per lo più sentendoti in balia delle situazioni.

La ragione di fondo è il fatto che sei convinto che la tua felicità dipenda essenzialmente dall’ottenere quello che desideri.

Questo processo consuma molta della nostra energia e ci impedisce di renderci conto che è possibile trovare un centro di armonia in noi stessi, anche in mezzo all’intera catastrofe dei nostri timori e della nostra ansia.

Che tu soffra di ansia o meno, il solo modo per liberarti dalla tirannia dei tuoi pensieri è guardarli per quello che sono e cogliere i semi, a volte sottili, ma spesso neppure tanto sottili, di avversione o di desiderio che contengono.

Quando riuscirai a distaccarti e a vedere che tu non sei né i tuoi pensieri né le tue emozioni, che non sei distretto a crederci e tanto meno ad agire di conseguenza, quando riuscirai a vedere chiaramente che molti dei tuoi pensieri sono fantasie piene di giudizi e di avidità, avrai trovato la chiave per capire le tue paure e la tua ansia. Nello stesso tempo avrai trovato la chiave per mantenere l’equilibrio.

Paura, panico e ansia non saranno più, allora, dei demoni incontrollabili. Li vedrai invece come stati mentali naturali, che puoi accettare e con cui puoi lavorare come con qualsiasi altro stato mentale.

A quel punto ti accorgerai con meraviglia che i demoni non ti perseguivano più tanto. Magari non si fanno più vedere per lunghi periodi. Ti chiederai dove siano finiti e perfino se siano mai esistiti. Di quando in quando vedrai ancora, levarsi un po’ di fumo, tanto per ricordarti che il drago è ancora nella tana e che la paura è una componente naturale del vivere, ma non una cosa da temere.

(Jon Kabat – Zinn)

***

CORSO MINDFULNESS – MBSR per la riduzione dello stress

Il corso per la riduzione dello stress secondo il protocollo MBSR (Mindfulness Based Stress Reduction) è basato su un programma scientifico sviluppato dal prof. Jon Kabat-Zinn dell’Università del Massachusetts (U.S.A).

La ricerca in campo medico e neuro-scientifico dimostra che la mindfulness è uno strumento efficace per ridurre il livello generale di stress e ha effetti positivi fisici, psicologici e cognitivi sulla regolazione emotiva, l’ansia e il pensiero ossessivo.

Incontro di presentazione (gratuito)
Mercoledi 3 maggio 2017  (19.30 – 21.00)
Mercoledi 10 maggio 2017 (19.30 – 21.00)

prenotazione obbligatoria via mail mindfulnesspertutti@gmail.com

Sede: Officine Zen – via catanzaro 17 – Roma – Piazza Bologna

Inizio corso
Mercoledi 17 maggio 2017 alle 19.30

Calendario

Iscrizioni & Informazioni
Sophie Cell. 3480301823 / Gloria Cell.3385494093
mindfulnesspertutti@gmail.com
Seguici su Facebok: Mindfulness per tutti

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Praticare la mindfulness per guidare e guarire noi stessi

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“La Mindfulness consiste nel tenere la propria consapevolezza attiva nel momento presente. Questo è il miracolo grazie al quale noi siamo in grado di guidare e guarire noi stessi.”

(Thic Nhat Than. The Miracle of Mindfulness)

L’idea di base del percorso di Mindfulness – MBSR (Mindfulness Based Stress Reduction) è quella di incoraggiare le persone a provare a fare qualcosa per se stesse, come complemento vitale a ciò che medici possono fare per loro, aiutandole così a ottenere migliori livelli di salute e benessere lungo l’arco della propria vita, partendo dallo stato in cui sono quando decidono che è venuto il momento di impegnarsi.

Quando parliamo di “salute e benessere” ci riferiamo a un livello più profondo e più ampio. Quello che conta non è solo preoccuparsi della salute del corpo, o riportare le persone a un livello che consideriamo “normale”, ma concentrarsi su una ottimale condizione mentale ed emotiva in aggiunta al buon funzionamento del fisico e in aggiunta al benessere che viene sviluppato attraverso una sistematica e disciplinata esplorazione, in quello che è il laboratorio della nostra vita, della vera entità dell’essere un essere umano.

Questo processo è accelerato dal conoscere con maggiore intimità la propria mente e il proprio corpo, dal comprendere come noi siano due cose separate. E questo si può fare attraverso una sistematica coltivazione delle nostre intrinseche capacità biologiche e fisiche, per il benessere e la saggezza, incluse la compassione e la bontà che risiedono in ognuno di noi.

(Tratto da: Mindfulness per principianti, Jon Kabat-Zinn)


Calendario

Iscrizioni & Informazioni
Sophie cell. 3480301823 – Gloria Cell. 3385494093
mindfulnesspertutti@gmail.com
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Mindfulness: per liberarti dalla tirannia dei tuoi pensieri guardarli per quello che sono

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Può essere più denaro, più potere, più riconoscimento, più amore: qualsiasi sia la natura dell’attrazione, significa che a livello profondo non ti senti intero così come sei.

Poi c’è la motivazione opposta, il complesso di pensieri ed emozioni legati al volere che certe cose non succedano, al volere liberarti di certe cose che ti sembra che ti impediscano di stare meglio, di essere più felice. L ‘impulso che anima questi pensieri e sentimenti è repulsione, rifiuto, odio.

La pratica della consapevolezza dei nostri pensieri e del nostro comportamento ci permette di notare quanto facciamo e restiamo prigionieri di queste due motivazioni opposte, di ciò che ci piace e che vogliamo (avidità) e di ciò che non ci ci piace e non vogliamo (avversione), al punto che tutta la nostra vita diventa un’oscillazione tra il tentativo di soddisfare i nostri desideri e quello di sfuggire alle cose per cui proviamo insoddisfazione.

Questo cammino consente ben pochi momenti di pace e felicità. Come potrebbe essere diversamente? C’è sempre una ragione di ansia. Puoi non ottenere quello che desideri. Oppure, in qualsiasi momento, puoi perdere quello che hai già. O magari puoi ottenere quello che vuoi e scoprire che dopo tutto, non era ciò che volevi veramente. Continui a sentirti incompleto.

Se non sei consapevole dell’attività della tua mente, non noti nemmeno che questo accade. Un velo di inconsapevolezza, un’antica abitudine a funzionare col pilota automatico’ continua a farti rimbalzare da una cosa all’altra, per lo più sentendoti in balia delle situazioni.

La ragione di fondo è il fatto che sei convinto che la tua felicità dipenda essenzialmente dall’ottenere quello che desideri.

Questo processo consuma molta della nostra energia e ci impedisce di renderci conto che è possibile trovare un centro di armonia in noi stessi, anche in mezzo all’intera catastrofe dei nostri timori e della nostra ansia.

Che tu soffra di ansia o meno, il solo modo per liberarti dalla tirannia dei tuoi pensieri è guardarli per quello che sono e cogliere i semi, a volte sottili, ma spesso neppure tanto sottili, di avversione o di desiderio che contengono.

Quando riuscirai a distaccarti e a vedere che tu non sei né i tuoi pensieri né le tue emozioni, che non sei distretto a crederci e tanto meno ad agire di conseguenza, quando riuscirai a vedere chiaramente che molti dei tuoi pensieri sono fantasie piene di giudizi e di avidità, avrai trovato la chiave per capire le tue paure e la tua ansia.

Nello stesso tempo avrai trovato la chiave per mantenere l’equilibrio. Paura, panico e ansia non saranno più, allora, dei demoni incontrollabili. Li vedrai invece come stati mentali naturali, che puoi accettare e con cui puoi lavorare come con qualsiasi altro stato mentale.

A quel punto ti accorgerai con meraviglia che i demoni non ti perseguivano più tanto. Magari non si fanno più vedere per lunghi periodi. Ti chiederai dove siano finiti e perfino se siano mai esistiti. Di quando in quando vedrai ancora, levarsi un po’ di fumo, tanto per ricordarti che il drago è ancora nella tana e che la paura è una componente naturale del vivere, ma non una cosa da temere.

(Jon Kabat – Zinn)

Mindfulness: Perché è così importante allenare la mente al momento presente?

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Con la pratica della mindfulness alleniamo la mente a porre attenzione in un modo particolare: intenzionalmente, verso il momento presente e in modo non giudicante.

E stato scientificamente dimostrato che questo « allenamento » ha degli effetti benefici sulla salute :

  • Molto spesso rimaniamo ingolfati e bloccati dal passato, oppure travolti e spaventati da anticipazioni catastrofiche del futuro.
    Saper tornare al momento presente è un modo molto semplice, diretto ed efficace per uscire dal coinvolgimento del passato e del futuro.
  • La pratica costante della mindfulness insegna a riconoscere la propria esperienza mentale in quanto tale, i pensieri, in quanto pensieri, le emozioni in quanto emozioni, le sensazioni fisiche in quanto sensazioni fisiche.Chi soffre di un problema psicologico, immancabilmente, tende a confondere la propria esperienza interiore con la propria realtà. La persona scambia il pensiero con se stesso. In realtà i pensieri sono dei pensieri e la sua realtà è molto più grande dei suoi pensieri.
  • Essere ancorati al momento presente consente di aprirci all’esperienza e anche all’esperienza del funzionamento della mente e del suo modo di interpretare, predire, concettualizzare, giudicare, del suo modo di legarsi alle cose o di cercare di fuggire, del suo modo di creare sofferenza, con curiosità e consapevolezza. Ciò implica una conoscenza più estesa profonda di parti di noi stessi.

La pratica costante della mindfulness come proposto durante il corso di mindfulness consente alle persone di conoscere con precisione l’origine mentale della loro sofferenza, di riconoscere l’attività mentale in quanto tale, apprendere a non dare tanto credito alle sue conclusioni e di incrementare una libertà di azione e di scelta.

CORSO DI MINDFULNESS – PROGRAMMA MBSR (Mindfulness Based Stress Reduction)

PARTENZA DEL CORSO 8 febbraio 2017 / Roma – Piazza Bologna

INCONTRI DI PRESENTAZIONE
18 gennaio 2017 dalle 19.30 alle 21.00
1 febbraio 2017 dalle 19.30 alle 21.00

Motivazione ed impegno nella pratica di mindfulness

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La pratica della consapevolezza richiede che facciamo attenzione e guardiamo le cose così come sono, non si tratta di cambiare né modificare nulla di sé. Per coltivare la consapevolezza è necessario mettere tutto se stesso.

L’atteggiamento con cui ti accosti alla pratica è di cruciale importanza; è il terreno in cui coltivare la capacità di calmare la mente, essere concentrati e vedere con chiarezza dentro di sé. L’ atteggiamento con cui pratichiamo determina i benefici di cui potremmo trarne, quindi coltivare deliberatamente alcuni atteggiamenti aiuta ad ottenere il massimo dal processo della meditazione. L’ atteggiamento più utile per accostarsi alla pratica è quello di apertura e curiosità di chi osserva senza preconcetti ciò che accade nella propria esperienza.

Tra gli atteggiamenti indicati da Jon Kabat-Zinn per affrontare e portare avanti la pratica vi è infatti quello dell’impegno e dell’autodisciplina. Sono necessari infatti un impegno quotidiano e autodisciplina per sviluppare una pratica meditativa ed un alto grado di consapevolezza.

Per lavorare con le energie della propria mente ed il proprio corpo ci vuole sforzo. L’impegno richiesto è simile a quello di un allenamento atletico. L’atleta si allena regolarmente, ogni giorno, con il bel tempo ed il cattivo tempo, se si sente bene o no. Nella mindfulness sviluppiamo il medesimo atteggiamento.

Nella pratica buddhista si parla di “retta motivazione”, la spinta, l’impulso mentale necessario per il raggiungimento dello scopo. La funzione decisionale della mente forma il nodo cruciale che unisce l’aspetto cognitivo e l’impegno attivo che si concretizza in azione.

La motivazione di partenza, migliorare la propria esistenza ed il proprio stato di salute sono un sufficiente motivo per investire in questo tipo di impegno. La disciplina richiede che le persone riordinino la propria vita, occorre ridefinire le priorità i tempi e pianificare la propria giornata in funzione della pratica. Tutto ciò richiede sforzo considerevole ma al tempo stesso questo è un tempo dedicato alla pratica è un tempo “speciale” perchè è il tempo che dedichiamo a noi stessi.

Risulta fondamentale contattare la propria motivazione che è la spinta ad andare avanti sapendo che stiamo facendo qualcosa di importante per noi. La motivazione è fondamentale per sostenere l’impegno e questo si evidenzia quotidianamente nella pratica di ogni giorno, senza una motivazione forte l’entusiasmo iniziale può vacillare per fare posto alla noia, alla sensazione di dover “fare i compiti” incontrando difficoltà, ostacoli ed emozioni difficili ed allora ogni volta che ci sediamo a praticare ricordiamo a noi stessi il motivo che ci ha portato ad intraprendere e continuare il nostro cammino interiore.

(Tratto da: Full Catastrophe Living, Jon Kabat-Zinn, 2013)

Riparte il Corso di Mindfulness basato sul programma MBSR – Febbraio 2017 (Roma)

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CORSO DI MINDFULNESS
BASATO SUL PROGRAMMA MBSR (Mindfulness Based Stress Reduction) 

Il corso di mindfulness segue il protocollo MBSR (Mindfulness Based Stress Reduction) basato su un programma scientifico sviluppato dal prof. Jon Kabat-Zinn dell’Università del Massachusetts (U.S.A) a partire dal 1979.

A CHI È RIVOLTO
Corso di mindfulness è aperto a tutte le persone che hanno il desiderio di raggiungere un maggiore benessere psico-fisico.

COSA SI IMPARA
Entrare in contatto con le proprie esperienze interiori
– Esplorare e migliorare la qualità dell’interazione tra corpo e mente
– Gestire le emozioni e il flusso dei pensieri ricorrenti
– Osservare, comprendere e modificare i propri automatismi e abitudini non salutari
– Accogliere ed affrontare in un modo nuovo le situazioni difficili causa di stress
– Migliorare il nostro modo di stare in relazione con le persone che ci circondano
– Come prenderci cura di noi stessi
– Coltivare un’attenzione non giudicante; gentilezza e benevolenza

COSA SI PRATICA
Durante gli incontri verrà dato ampio spazio alla pratica della meditazione e alla condivisione dell’esperienza, con la guida e il sostegno di istruttori esperti e qualificati.

COM’ È STRUTTURATO
8 incontri con cadenza settimanale della durata di due ore più un incontro intensivo di 6 ore.

METODO
È quello dell’osservazione che è possibile grazie a un atto volontario della nostra capacità di porre attenzione. Le pratiche di presenza mentale permettono di allenarsi a vedere ciò che c’è senza rimanere ingabbiati in stati emotivi e pensieri.

BENEFICI PROVATI SCIENTIFICAMENTE
La ricerca in campo medico e neuro-scientifico dimostra che la mindfulness è uno strumento efficace per:

  •  Ridurre il livello generale di stress
  •  Gestire la percezione del dolore
  •  Modulare gli stati emotivi e attenuare il disagio psicologico
  •  Aumentare le capacita empatiche e di compassione
  •  Favorire i normali ritmi del sonno


CALENDARIO DEL CORSO

8 incontri dalle 19.30 alle 21.30 circa (Mercoledi)
+ 1 giornata di pratica intensiva (Sabato)

INIZIO CORSO 8 Febbraio 2017

Febbraio 2017

  • Mercoledì 8
  • Mercoledi 15
  • Mercoledi 22

Marzo 2017

  • Mercoledì 1
  • Mercoledì 8
  • Mercoledì 15
  • Sabato 18 giornata di pratica intensiva dalle 10.00 alle 16.00
  • Mercoledì 22
  • Mercoledì 29

IMPEGNO RICHIESTO AI PARTECIPANTI
Oltre alla partecipazione agli incontri, i partecipanti sono invitati a dedicare circa 45 minuti al giorno a pratiche di meditazione proposte durante ciascun incontro.

PER PARTECIPARE
Contattateci per partecipare a 1 incontro gratuito di presentazione del corso:
Mercoledi 11  gennaio 2017  (19.30 – 21.00)
Mercoledi 1   febbraio 2017 (19.30 – 21.00)
prenotazione obbligatoria via mail mindfulnesspertutti@gmail.com

ISCRIZIONI – INFORMAZIONI
Iscrizioni aperte e posti limitati
Sophie Cell. 3480301823 – Gloria Cell. 3385494093
mindfulnesspertutti@gmail.com
Pagina FB: Mindfulness per tutti

SEDE DEL CORSO
OFFICINE ZEN
Roma – Piazza Bologna – Metro B

La mindfulness per accompagnare la crescita dei bambini

 

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Negli ultimi decenni si sono incrementati vari adattamenti dell’applicazione della mindfulness, tra cui quelli orientati ad applicarla in maniera efficace verso il mondo dell’infanzia; le sperimentazioni attuate, le esperienze fatte ed i dati raccolti suggeriscono come i bambini possano beneficiare di un programma di riduzione dello stress basato sulla mindfulness, determinando consistenti miglioramenti nella vita scolastica e familiare.

Mindfulness, o consapevolezza è la naturale capacità che tutti noi possediamo nell’essere presenti intenzionalmente ed in modo non giudicante all’esperienza del vivere, momento dopo momento.

Vivere nel momento presente, nel qui ed ora, senza giudicare o rifiutare ciò che si prova e senza lasciarsi trascinare dalle pressioni della vita quotidiana attraverso un atteggiamento di benevola apertura.

L’EDUCAZIONE ALLA CONSAPEVOLEZZA

Come negli adulti, anche nei bambini la mindfulness, ha l’obiettivo di aumentare la consapevolezza di quello che accade intorno a noi e nella nostra mente.

Padroneggiare i propri pensieri ed emozioni attraverso una miglior comprensione ed accettazione di sé sono tra i benefici che i bambini possono trarre dallo sviluppo di un maggiore senso di consapevolezza.

La pratica di consapevolezza o presenza mentale consente ai bambini di coltivare la  consapevolezza dei pensieri, delle emozioni e delle sensazioni, essere meno reattivi ed elaborare risposte consapevoli, esprimere le proprie emozioni in modo più funzionale e gestire meglio le difficoltà del quotidiano e le frustrazioni che ne possono derivare. I bambini possono apprendere una modalità semplice per calmare se stessi quando sono in difficoltà o quando ne sentono il bisogno.

La necessità di sostenere e coltivare competenze sociali ed emotive nei bambini è oramai sempre più preponderante da parte degli insegnanti, dei genitori ed in generale della comunità scolastica.

Negli ultimi anni si è assistito ad una maggiore attenzione alla promozione di competenze sociali ed emotive per affrontare problemi quali la scarsa motivazione allo studio, la dispersione scolastica, il bullismo e il dilagare di aggressività presente nelle scuole, etc.

Promuovere la mindfulness in campo educativo, vuol dire rendere la pratica della consapevolezza e, quindi, il programma di consapevolezza per la riduzione dello stress uno strumento educativo a supporto del processo di apprendimento degli alunni e alla formazione della loro personalità.

Gli interventi educativi basati sulla consapevolezza promuovono il benessere generale e le competenze prosociali e pertanto assumono una importante valenza formativa e preventiva..

COSA DICE LA RICERCA SCIENTIFICA

Esistono diversi studi su protocolli di mindfulness proposti in età evolutiva, in cui si evidenzia l’incremento delle capacità attentive e di apprendimento, delle funzioni esecutive, del senso di benessere e delle abilità sociali. La maggior parte degli attuali supporti teorici ed empirici della letteratura dimostrano che i bambini con competenze sociali ed emotive positive hanno una maggiore resilienza di fronte a situazioni di stress (Durlak et al, 2011; Luthar & Brown, 2007).

Flook (2010) ha documentato come bambini con difficoltà nelle funzioni esecutive abbiano tratto benefici nelle capacità metacognitive e di regolazione comportamentale dopo aver seguito un programma scolastico basato su pratiche di mindfulness.

Le funzioni esecutive, ovvero le capacità cognitive di organizzare e regolare il comportamento (abilità di organizzare compiti, gestire il tempo, stabilire priorità e prendere decisioni) sono predittori di comportamento altruistico, di un maggior rendimento scolastico e maggiori competenze socio-emotive. Un modo per sostenere lo sviluppo delle funzioni esecutive e dell’autoregolamentazione durante l’infanzia è praticando la consapevolezza, intesa come capacità di concentrarsi su pensieri, sentimenti o percezioni che si presentano momento per momento.

Tra le ricerche che hanno indagato gli effetti derivanti dall’ insegnamento di pratiche di mindfulness sul benessere di bambini in età scolare uno studio condotto presso l’University of British Columbia dalla fondazione Goldi Hawn ha indagato l’effetto del programma “MindUp” che promuove l’apprendimento sociale-emotivo con esercizi di gentilezza e consapevolezza.

Dallo studio emerse che i bambini che avevano preso parte al programma erano maggiormente capaci di mettere in atto strategie di regolazione dello stress ed inoltre si mostravano più ottimisti e collaborativi rispetto al gruppo di controllo che non aveva previsto nel suo programma la mindfulness, inoltre miglioravano anche le prestazioni scolastiche in particolar modo in matematica.

Uno studio condotto da Saltzman (2008) su bambini dai 9 ai 13 anni ai quali è stato proposto per 8 settimane consecutive un programma di mindfulness di un’ora, ha dimostrato anch’esso miglioramenti nell’attenzione e diminuzione degli stati ansiosi.

In sintesi da ciò che emerso in questi anni di studi e ricerche i bambini consapevoli:

  • sono più in grado di focalizzare l’attenzione e concentrarsi
  • si sentono più calmi
  • provano meno stress e meno ansia
  • controllano meglio gli impulsi
  • hanno maggiore consapevolezza di se stessi
  • sono in grado di rispondere e gestire le emozioni difficili
  • sono più empatici e collaborativi verso gli altri


ESERCIZI DI MINDFULNESS

La mindfulness può essere insegnata, con opportuni accorgimenti, a soggetti in età evolutiva a partire dai 5 anni. Il programma prevede 8 incontri settimanali della durata di un’ora ciascuno.

Durante un corso di mindfulness si eseguono pratiche di meditazione e di condivisione, durante gli incontri si alternano esercizi per lo sviluppo della consapevolezza del respiro, dei sensi, delle emozioni, dei pensieri, esercizi di mindful yoga, giochi finalizzati alla promozione della gentilezza e della gratitudine, visualizzazioni e infine momenti grafico-espressivi.

MINDFULNESS…un percorso per coltivare la consapevolezza insieme ai nostri bambini per aiutarli a costruire una personalità equilibrata ed emotivamente stabile in sintonia con il proprio spazio interiore ed in armoniosa connessione con il mondo.

 

Non attaccarsi a nulla

« Non attaccarsi a nulla considerandolo « io », « me » o « mio ».
(Buddha)

È benefico e liberatorio permetterci di riconoscere quanto sia impersonale, in realtà, il processo della vita e con quanta prontezza invece noi tendiamo a reificarla, a farne una questione personale in termini assoluti, e poi a restare bloccati all’interno dei confini ristretti che ci siamo creati da soli. […] Dobbiamo stare attenti soprattutto alla relazione che intratteniamo con i pronomi personali, altrimenti sarà automatico prendere le questioni sul piano personale quando non lo sono affatto, e in questo modo mancare o fraintendere ciò che è nella realtà.

A prima vista è un messaggio duro da accettare perché ci porta dritti a mettere in discussione tutto ciò che pensiamo di essere, che in gran parte sembra provenire dagli elementi con cui ci identifichiamo: corpo, pensieri, sensazioni, sentimenti, relazioni, valori, lavoro, aspettative su quello che « dovrebbe » succedere e su come le cose « dovrebbero » funzionare per noi perché siamo felici; le nostre storie su da dove veniamo, dove stiamo andando, chi siamo.

A impedirci di vivere pienamente la vita è proprio l’attaccamento all’idea che abbiamo di noi stessi.

Questo solleva immediatamente la questione dell’identificazione, dell’autoidentificazione e della nostra abitudine a reificare, ossia rendere concreto, il pronome personale facendone un « sé » assoluto e indiscusso, e poi di vivere all’interno di quella che chiamiamo « la mia storia » per tutt’una vita senza esaminarne l’accuratezza o la completezza.

Nel buddhismo questa reificazione è considerata la radice di ogni sofferenza e di ogni emozione afflittiva, un’identificazione erronea della totalità del proprio essere con la biografia limitata che attribuiamo al pronome personale.

Questa identificazione si verifica senza che ce ne rendiamo conto e senza che ne mettiamo in discussione la precisione.

Con la pratica della Mindfulness imparariamo a vederla, però, e a vedere dietro di essa la verità più profonda, la saggezza più grande che abbiamo a disposizione in ogni momento.

(Jon Kabat-Zinn, Riprendere i sensi, TEA, 2008.)

 

 

Cambiare me stesso

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Ieri ero intelligente e volevo cambiare il mondo. Oggi sono saggio e sto cambiando me stesso. (Rumi)

Oggi le persone sentono costantemente l’esigenza di essere connesse su molti canali contemporaneamente (cellulare, mail, chat, social network) vivendo una realtà sempre più virtuale.

Ciò comporta un allontanamento dal proprio “essere”, per un mondo virtuale che porta a non comprendere pienamente ciò che si è veramente.

Con la pratica della mindfulness si riesce ad invertire questo processo: si va alla ricerca di sé stessi, riuscendo a far luce sui diversi aspetti della nostra personalità.

Più sviluppiamo la nostra consapevolezza e abbiamo un altro livello di coscienza e meno ci identifichiamo con “l’essere virtuale”.

 

 

La mindfulness e l’apertura al presente

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La Mindfulness è la consapevolezza che emerge attraverso il prestare attenzione allo svolgersi dell’esperienza, momento per momento, con intenzione ed in modo non giudicante.

L’espressione Mindfulness originariamente vorrebbe ricordare il termine pali sati, un vocabolo dal complesso significato e difficilmente traducibile. Infatti questa parola è spesso tradotta con “consapevolezza”, ma significa anche “ricordo”.  In particolare è un termine usato per indicare la memoria del presente e la presenza mentale, ed è una facoltà che coltivata permette il raggiungimento di un equilibrio emozionale e di un benessere psicologico duraturo.

Al di là delle speculazioni semantiche, possiamo sicuramente riportare la mindfulness ad una modalità d’essere o ad una attitudine naturale di presenza mentale e consapevolezza che necessita di essere risvegliata attraverso la pratica meditativa dello stare nel qui ed ora, momento dopo momento, e dell’essere presenti in armonia con la propria natura più profonda (Kabat-Zinn, 1994).

Ma cosa significa essere dotati di “presenza mentale”? Si tratta di “vivere il momento”, osservando ogni esperienza in modo attivo e rimanendo presenti e consapevoli, momento per momento. Se riusciamo a fare questo stiamo praticando la mindfulness.

Tornando al significato del termine sati, l’idea di ricordare, a cosa può servirci? In base a quanto detto fin ora, ci indica la nostra naturale capacità di essere consapevoli e quindi del potenziale che abbiamo dentro di noi, si tratta solo di richiamare questa naturale capacità di stare nel presente.

La presenza mentale ci aiuta a riconoscere ciò che sta accadendo nel momento presente. Stare intenzionalmente nel momento presente vuol dire darsi l’opportunità di sintonizzarsi sull’esperienza del vivere.

Come sottolinea il maestro Zen Thich Nhat Hanh quando guardi un meraviglioso tramonto se sei consapevole puoi entrare in contatto profondo con quel tramonto se invece la tua mente non è concentrata, ma è distratta da altre cose, se sei trascinato nel passato o nel futuro o immerso nei tuoi progetti, non sei davvero lì presente e non puoi godere della bellezza di quel tramonto.

La consapevolezza è questo, ci permette di essere del tutto presenti qui ed ora mettendoci in grado di godere delle meraviglie della vita che hanno il potere di guarirci, trasformarci e nutrirci.

Noi spesso spendiamo buona parte del nostro tempo a pensare a ciò che accade intorno a noi, rimuginare su fatti accaduti nel passato o confabulare su cosa potrebbe accadere nel futuro. In realtà solo il presente ci appartiene, il passato è andato quale che sia, quindi non esiste se non nei nostri ricordi; il futuro deve ancora accadere per cui anche esso non esiste se non nella nostra immaginazione, ciò che esiste è solo il presente il qui ed ora e non si ripeterà mai uguale ed identico.

Molte tradizioni filosofiche e religiose insegnano che la felicità deve fondarsi sul vivere il momento presente e noi con la mindfulness ci alleniamo a stare nel qui ed ora ed a resistere al vagare della mente che ci porta altrove.

Diventando più consapevoli di quello che c’è nelle nostre menti, nel nostro corpo, nel nostro cuore e nella nostra vita in questo momento, la nostra esperienza viene trasformata e con un’ attenzione così nuova ed amorevole scopriamo dimensioni della nostra vita finora ignorate.

Si tratta di fare un salto dentro noi stessi per vivere più intensamente il presente e cominciare finalmente ad “essere” .